Da 100 km di asfato a 50 km di Chanti + 35 km di Dolomiti
Ci sono esperienze che lasciano il segno, o meglio la cui emozione è stata talmente forte che appena il pensiero torna a quei momenti ti vengono le farfalle nella pancia.
Quando mi iscrivo a una gara di trail lo faccio perché qualcosa mi dice che quel luogo e quella manifestazione saranno una bella occasione per mettersi in gioco. Non è la prima volta che mi spingo un po’ oltre, ma d’altronde si sa: la confort zone non è il mio habitat naturale.
Tutto è cominciato un anno fa quando per una serie di motivazioni la mia partecipazione come atleta alla 100km del Passatore era chiaro che stesse sfumando. Così ho deciso che invece di regalarmi un viaggio su strada mi sarei regalata un trail importante e impegnativo.
A fine agosto mi sono iscritta alla 50km UMTB Chianti Ultra Trail D+ 1800m in programma a marzo 2026: “Dimezzo i km e raddoppio il dilivello!”, dico. E via: ci siamo!
… no, non ci siamo! L’algoritmo decide che non basta e mi fa incappare nel link della Dolomiti Extreme Trail in programma in Val di Zoldo (BL) a giugno 2026. Era settembre scorso, le iescrizioni aprivano a ottobre: non ho resistito, appena possibile mi sono iscritta alla 35km D+ 2100m. E sono stata “bon citta”, come dicono in Maremma, perché la partenza della 50km alle 5.00 del mattino mi sarebbe piaciuta molto, ma come prima esperienza di vero trail in montagna quel dislivello e i passaggi esposti previsti mi sono sembrati troppo!
Iscrizione fatta! Appartamento fissato! Siamo a ottobre 2025: “C’è tempo ad arrivare a giugno 2026!” mi dico spesso. Si sa il tempo vola, i giorni passano, gli allenamenti si incastrano e si sudano, ma avere un obiettivo come quello del Chianti e di Zoldo ti fa uscire anche alle 5.30 di mattina con il buio e il freddo dell’inverno.
La vita scorre con tutti i miei impegni: arriva la volta dell’UMTB a Radda in Chianti: un’emozione unica dal ritiro del pettorale a tagliare il traguardo e scoprire di aver fatto un ottimo piazzamento. Soprattutto scoprire di aver avuto un sacco di amici che avevano passato quella domenica mattina seguendomi sul percorso.
Un tassello messo, ma l’obiettivo fissato, quello vero e finale è la DXT! Gli allenamenti continuano, la partecipazione a gare satellite anche, forse alcune sbagliate e arriva una crisi. Una crisi importante a livello mentale. All’inizio provo a non darle peso, ma lei prende campo e allora affronto la situazione: un paio di allenamenti a ritmo ridotto accettando che i chilometri passino sotto i piedi con lentezza e che quel XII esimo km sia uno come tanti.
Siamo a metà maggio, ormai manca poco, il lavoro fisico è alle finiture, bisogna tranqulizzarsi mentalmente. E così una mattina parto da casa, salgo sulla Vetta del Monte Calvi e torno: in 2h40min scivolano via più di 24km e si portano via come il vento della croce quella brutta sensazione del XII km!
Allora ci siamo! Tutto sembra pronto… la data si avvicina e i preparativi per la trasferta sono un ottimo modo per vivere l’emozione. Arriva finalmente il momento di salire in macchina, di guidare quei 600km in solitudine accompagnata ancora una volta con il cuore e il pensiero da tanti amici.
La magia della DXT inizia quando scendi di macchina a Forno di Zoldo e vai a rititare il pettorale. Il paese è già vestito a festa e siamo solo a giovedì pomeriggio: le gare saranno sabato e domenica! E’ davvero una grande festa del trail running, di un turismo fatto di persone che vengono da tutto il mondo unite dalla stessa passione e dalla stessa “mattitudine”, sempre per usare un’espressione maremmana.
La storia della gara in sé per sé l’ho già raccontata in un altro articolo del nostro blog e non mi voglio certo dilungare. Sono passate più di due settimane da quella prova e ancora ho le farfalle nella pancia se ci penso. Quasi quasi vorrei poter tornare indietro per rivivere tutte quelle emozioni del pre gara in Val di Zoldo e della gara stessa: sudore, passione, paesaggi e passaggi mozzafiato, fame, sete, incertezze nella gestione delle energie fisiche e nutrizionali, i mostri dei 10 km finali di discesa, la commozione di tagliare il traguardo ancora una volta in meno tempo di quello previsto e sentendo decantare il tuo nome dal cronista.
Sono stata molto bene in quei luoghi che tante volte avevo sfiorato, ma mai avevo calpestato! Sono stata bene in quella fatica che era a giusta misura per me e per la mia piccola esperienza da trail runner. Sono stata bene e ora non vedo l’ora che sia ottobre per iscrivermi alla DXT 2027. In questi mesi deciderò se ripetere l’esperienza della 35 km oppure osare la partenza alle ore 5.00, che sarebbe un’esperienza nuova, e optare per la 55 km. Il tempo sarà consigliere, per me e per tutti i tesserati di DinamicaMENTE Asd che potranno decidere di cimentarsi nella 11 km o nella 22 km.
Caro Forno di Zoldo,
Cari amici della DXT,
la semplicità dell’organizzazione mi ha fatto innamorare, un colpo di fulmine partito da quel link quella sera di fine estate, ora sarà bello esserci ancora, magari in compagnia di qualche Nordicchiere della Val di Cornia.
Grazie per regalarmi l’opportunità di avere le farfalle nella pancia pèensando a ciò che è stato, ma anche nel provare a capire se si possa osare ad alzare l’asticella il prossimo anno!
… diamoci sempre un obiettivo: fissiamolo e rincorriamolo anche quando tutto sembra rincorrere te stesso nella vita quotidiana. Se fissi un obiettivo avrai sempre un buon motivo per allenarti, metterti alla prova e provare a sconfiggere gli imprevisti.
Un obiettivo fissato nella tua vita sportiva diventa un allenamento mentale, e fisico, importante per imparare a fissare e raggiungere obiettivi nella quotidianità.
Grazie DXT per avermi regalato tanto e per permettermi di contunare a sognare le mie amate Dolomiti!
Annalena Cocchi




















